Workshop

LA MORTALITÀ EVITABILE NELLE CITTÀ:

MEDICI DI MEDICINA GENERALE E PREVENZIONE PRIMARIA DEI TUMORI

Arezzo, 6 giugno 2005

 

promosso da
Associazione Medici per l'ambiente
 

in collaborazione con

SIASS,
Istituto Toscano Tumori - CSPO,
SIMG,
FIMMG,
CSeRMEG,
ARPAT e
Advisory Board WONCA Europe Firenze 2006.

 

 

Premessa

La mortalità per cause evitabili rappresenta un importante indicatore dell’efficacia degli interventi sociali e sanitari per tutto il territorio nazionale. Le cause di morte sono considerate evitabili, quando il rischio di morte per quella causa può essere ridotto (o addirittura evitato) raggiungendo un buon livello qualitativo e quantitativo di intervento pubblico sulla salute, dalla prevenzione alla cura e riabilitazione.

L’Istituto Superiore di Sanità e i Medici per l’Ambiente hanno realizzato due studi su “La mortalità evitabile nelle città capoluogo di Provincia”, uno relativo agli anni 1989-1993 e un altro relativo agli anni 1994-1999. Dal primo lavoro è scaturita una pubblicazione presentata in occasione di un workshop nazionale svoltosi a Firenze in data 11 Dicembre 1998. E’ in via di pubblicazione la seconda edizione dell’Atlante sulla Mortalità evitabile.

Si possono distinguere tre gruppi diversi di cause di mortalità evitabile mediante interventi di prevenzione primaria (riduzione dell’esposizione), prevenzione secondaria (diagnosi e trattamento in fase precoce), prevenzione terziaria (servizi ospedalieri e territoriali)

 

Obiettivo

Definire e promuovere interventi volti a migliorare le azioni di prevenzione primaria dei tumori, con il coinvolgimento precipuo dei Medici di medicina generale in collaborazione con altri settori della città, partendo da un’analisi sulla mortalità evitabile.

 

Programma

8.30 - 9.00  

Ruolo della formazione ai fini dell’applicazione di un modello integrato per la salute, l’ambiente e lo sviluppo sostenibile.

Intervento preordinato:

Roberto Romizi

9.00 – 9.30  

Mortalità evitabile

Intervento preordinato:
Susanna Conti (Istituto Superiore di Sanità)

9.30 – 10.00  

Mortalità evitabile urbana.

Intervento preordinato:
Gianna Zamaro (Rete Italiana Città Sane/OMS)

10.00 – 10.45  

Mortalità evitabile e salute pubblica

Confronto-Dibattito tra pubblico ed esperti guidato da un conduttore

Esperti:
Paolo Dargenio (Ministero della Salute)

Conduttore:
Aldo Pagni (Past President FNOMCEO)

10.45 – 11.00  

 PAUSA CAFFE’

11.00 – 11.30  

La prevenzione primaria dei tumori

Intervento preordinato:
Adele Seniori Costantini (Istituto Toscano Tumori – CSPO)

11.30 – 12.15  

Prevenzione primaria dei tumori e medici di medicina generale

Confronto-Dibattito tra pubblico ed esperti guidato da un conduttore

Esperti:
Maurizio Cancian (SIMG),
Luigi Triggiano (FIMMG),
Giorgio Visentin (CSeRMEG)
Conduttore
Danila Scala (ARPAT- ISDE)

12.15 – 13.00  

Integrazione delle politiche e strategie di salute a livello territoriale

Interventi preordinati:
Stefano Beccastrini (ARPAT – SIASS)

13.00 – 14.00  

COLAZIONE DI LAVORO

14.00 – 15.00  

Politiche di salute e ruolo del medico di medicina generale

Tavola rotonda con dibattito tra esperti

Esperti:
Claudio Cricelli (SIMG),
Michele Arpaia (FIMMG)

Conduttore
Giuseppe Parisi (Advisory Board Wonca Europe Firenze 2006)

15.00 – 16.30  

Attività di prevenzione primaria oncologica in area urbana con il precipuo coinvolgimento di MMGG: le reti di medici sentinella

Gruppi di lavoro finalizzati alla definizione e allo sviluppo di esperienze organizzativo gestionali integrate:
Paolo Lauriola (ARPA Emilia Romagna/ISDE Modena),
Gianfranco Porcile (ISDE Cuneo),
Angela Sfarra (MMG, ISDE Roma),
Federico Balestreri (ISDE Cremona),
Mocci Mauro (MMG, ISDE Civitavecchia),
Amati Luciano (MMG, ISDE Cuneo),
Daccò Maurizio (MMG, ISDE Pavia),
Eugenio Pattarino (FIMMG-SIMG Firenze),
Valerio Gennaro (ISDE Genova),
Andrea Salvetti (SIMG Toscana),
Fabbri Fabrizio (ISDE Italia),
Angelo Cioffi (MMG, ISDE Caserta),
Guerra Manrico (MMG, ISDE Parma),
Grifagni Marcello (MMG, ISDE Arezzo),
Benelli Roberto (GSK)

16.30 – 16.45  

PAUSA CAFFE’

16.45 – 18.00  

Presentazione in plenaria e conclusioni

Conduttore:
Stefania Borgo (ISDE Italia)

18.00 – 18.15  

Pratiche ECM

Test di valutazione apprendimento finale

Test gradimento corso

 

Risultati Gruppi di lavoro

(partecipanti: Parisi, Visentin, Guerra, Daccò, Cancian, Porcile, Lauriola, Balestreri, Borgo, Gennaro, Mocci, Sfarra, Cioffi, Grifagni)

I gruppi di lavoro hanno rilevato aree assai differenziate dal punto di vista organizzativo-gestionale della salute: da situazioni già strutturate e funzionanti, come si possono trovare in Toscana, a realtà ancora completamente da organizzare come quelle di alcune zone del sud.

È emersa quindi la necessità di un protocollo generale che, riprendendo i punti nodali delle esperienze già in corso e identificandone gli aspetti generali, faccia da guida ad uno sviluppo uniforme e integrato della professionalità nel campo della salute, talché non sia più vera la direttiva “vivere al sud curarsi al nord”.

Il centro dell’analisi è stato il ruolo del medico di medicina generale e il suo rapporto con enti e operatori connessi alla salute.

Aspetti principali relativi alla definizione e sviluppo di esperienze organizzativo e gestionali

  1. Formazione (ECM) del medico di medicina generale sulla prevenzione primaria, nella sua dimensione individuale e collettiva, motivando questo ampliamento di ruolo con incentivi professionali ed economici

  2. A livello individuale: funzione educativa del medico di medicina generale nei confronti dei suoi assistiti per la modificazione degli stili di vita: diminuzione dei fattori di rischio (es. fumo di sigaretta) e promozione dei fattori protettivi (es. alimentazione sana e attività fisica)

  3. A livello collettivo: funzione educativa del m.m.g. nella collettività (scuola, enti e associazioni, media)

  4. Funzione informativa e di consulenza a livello politico-amministrativo

  5. Funzione di raccordo nell’interazione delle competenze delle diverse professionalità operanti nel campo della salute

  6. Funzione di aggiornamento-ricerca: il m.m.g. all’interno di un sistema di rilevazione dei dati sanitari e come “medico sentinella” in grado di rilevare le criticità della sua zona di competenza

È auspicabile che i m.m.g. si uniscano in rete (confronto dell’esperienza – rafforzamento dell’azione) e si appoggino a reti specifiche esistenti (come l’ISDE), in modo tale da arrivare a una sistematizzazione delle segnalazioni e ad un’azione di stimolo efficace.

L’utilizzazione di metodologia scientifica adeguata permette un’utilizzazione dei dati ottenuti (confronto con dati esistenti, indagini epidemiologiche)

Le osservazioni sistematiche del m.m.g. hanno quindi una potenziale utilità nella prevenzione primaria in quanto permettono:

  1. l’individuazione di aree critiche per la salute

  2. la formulazione di ipotesi causali

  3. l’eliminazione, quando possibile, delle cause di patologia e la diminuzione dell’esposizione nonché l’eventuale identificazione di aspetti protettivi

  4. l’identificazione di fattori non solo finalizzati alla diminuzione della mortalità, ma anche al miglioramento della qualità della vita, elemento fondamentale per lo stato e il mantenimento della salute

  5. l’utilizzazione diretta dell’informazione ottenuta a livello della loro utenza.