Presentazione
"Una specie che distrugge il proprio ambiente distrugge se stessa"
Il monito di Bateson antico come la tradizione ippocratica conserva oggi in pieno la sua attualità alla luce della crisi ecologica del Pianeta evidenziando il rapporto determinante che vi è tra l’ambiente e la salute umana.
L’importanza vitale del problema ha portato in anni recenti sia l’OMS che l’UE a emanare importanti direttive allo scopo di rendere sempre più integrato il lavoro di quanti operano nel campo della salute e dell’ambiente inteso nella sua complessità, in senso quindi ecologico, sociale e culturale. L’ottica globale adottata da queste organizzazioni mira quindi a uno sviluppo salubre e sostenibile delle diverse comunità territoriali e della società nel suo complesso.
Sulla base di tali orientamenti e di tali direttive, sia il mondo della promozione della salute sia quello della protezione dell'ambiente tendono a farsi sempre più carico, almeno a parole se non sempre nei fatti, di tale problematico nesso. Lo fanno però, troppo spesso, pensando di affrontarlo unilateralmente, cioè ampliando le competenze ambientali della sanità o quelle sanitarie della protezione ambientale, piuttosto che costituire una rete realmente efficace.
Si rischia così di fare pochi progressi nella direzione dell’integrazione effettiva ed efficace dei metodi e degli strumenti, siano essi informativi, epidemiologici, comunicativi, formativi e pianificatori, atti ad affrontare globalmente il problema della prevenzione di patologie legate all’inquinamento e al degrado socio-ambientale.
Uno soprattutto, tra gli strumenti sopra indicati, va richiamato con forza: la formazione congiunta degli operatori dei diversi sistemi istituzionali e professionali interessati al nesso salute-ambiente e cioè servizi sanitari, di protezione ambientale, di assistenza sociale, di pianificazione territoriale e così via. Come possono questi operatori svolgere un lavoro coordinato se non si formano e non si aggiornano in maniera integrata?
Era dunque necessario creare un “luogo”, una struttura, una funzione – legata ad una vera e propria Scuola – che avesse lo scopo di promuovere e organizzare questo tipo di formazione in vista di un’integrazione delle professioni. Insomma, una Scuola che volesse e sapesse offrire progetti e programmi, pedagogicamente e scientificamente rigorosi, finalizzati all’apprendimento interdisciplinare di competenze volte a promuovere lo sviluppo salubre e sostenibile.
Proprio a tal fine, in data 26 ottobre 2004, è nata in Toscana la Scuola Internazionale Ambiente Salute e Sviluppo Sostenibile (SIASS), istituzione indipendente, promossa e congiuntamente gestita dall’Agenzia Regionale di Sanità Toscana (ARS), dall’Agenzia per la Protezione Ambientale della Toscana (ARPAT), dall’Azienda Ospedaliero-Universitaria 'A.Meyer', dall’Associazione Internazionale Medici per l’Ambiente (ISDE) in collaborazione con Enti, Organismi e Network, Governativi e Non, tenuto conto del carattere interistituzionale, intersettoriale, interdisciplinare con il quale intende promuovere la sua azione.
Nel 2007 all’ Azienda Ospedaliero-Universitaria 'A.Meyer' è subentrata la Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale - FIMMG